Left. Mai più, la vergogna italiana dei lager per immigrati

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“Se questa è umanità” (https://www.peacelink.it/migranti/a/1100.html ) titolò Dino Frisullo il 30 novembre 2002 il suo racconto della visita di una delegazione al Cpt della Fondazione “Regina Pacis” a Lecce. I migranti venivano letteralmente “Accolti a botte”, come il titolo di un’inchiesta pubblicata da Avvenimenti di Stefano Mencherini http://www.stefanomencherini.org/ita/index.php?option=com_content&task=view&id=31&Itemid=57 . Autore di un documentario su quanto vi accadeva, disponibile integralmente sul web https://www.youtube.com/watch?v=AGgOww84fps Il Regina Pacis di Lecce, gestito da Cesare Lodeserto, fu uno dei simboli – chiuso dopo anni di denunce dei movimenti antirazzisti (http://heval.altervista.org/dino-frisullo-e-lodeserto/ ) e di inchieste della magistratura, Lodeserto dopo essere stato spedito in Moldavia l’anno scorso ha finito di scontare una condanna penale – di una stagione sicuritaria e violenta. Una stagione trasversale ai vari governi che si sono succeduti e, in realtà, mai conclusa. Quando ormai sembrava acclarata l’assoluta inaccettabilità è stata rilanciata con i CAS di Maroni e negli ultimi anni i decreti Minniti-Orlando. E così mentre ormai si consolidava l’esternalizzazione a mafie, bande ed altre milizie della frontiera in Libia – dove ormai non si contano più le denunce di violenze, abusi, soprusi di ogni tipo – oltre vent’anni dopo la Turco-Napolitano l’Italia non vuole chiudere questa stagione vergognosa e disumana. Legge Turco-Napolitano con la quale i Cpt vennero creati e che costituì la base italiana della “Fortezza Europa”, nata nei mesi delle tragedie di Natale 1996 e Pasqua 1997, con lo speronamento della Kader i Radesh e le moltissime vittime del naufragio durante il blocco navale tra Italia e Albania. La prima, il terribile naufragio al largo di Portopalo addirittura negato per anni dall’Italia. Battendosi perché le vittime e le loro famiglie avessero una giustizia mai arrivata, Dino Frisullo ricostruì le ultime settimane e ricostruì la “holding degli schiavisti”. Una documentatissima denuncia che poneva l’accento sulle vere catene di sfruttamento e affarismo. E sulle complicità ad ogni livello. Rileggersi quelle pagine, pubblicate su Narcomafie, e verificare lo scarto con quanto accaduto in questi lustri fa capire perfettamente la realtà dietro la propaganda e la narrazione main stream italica ed europea. E chi sono i veri reali complici e alleati di chi sfrutta e lucra. Una storia che prosegue eppure in larga parte rimossa. Perché la storia degli abusi, delle violenze, del business e dei morti dei Cpt/Cie/Cpr è quasi totalmente sconosciuta, sempre meno voci hanno il coraggio di raccontarla.

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L’11 ottobre in edicola, sul web e nelle librerie il settimanale Left pubblica il libro “Mai più, la vergogna italiana dei lager per immigrati” – curato da Yasmine Accardo (Campagna LasciateCIEentrare, https://www.lasciatecientrare.it ) e Stefano Galieni (Adif, Associazione Diritti e Frontiere, https://www.a-dif.org ) che cerca di colmare questa lacuna della “democrazia” italiana. Una pubblicazione nella quale si ripercorre la storia del “Regina Pacis” di Lecce, così come il “Serraino Vulpitta” di Trapani (dove il 28 dicembre 1999 avvenne una delle peggiori tragedie di quegli anni), Via Corelli a Milano, Ponte Galerio a Roma, Gradisca D’Isonzo (ribattezzata non a caso la “Guantanamo italiana”) e tanti altri. “Le strutture di detenzione amministrativa sono state pensate e potenziate come adeguate a garantire i confini europei e la “sicurezza interna”, ma si sono rivelati enormi voragini in cui sparivano persone, soldi pubblici e moriva lo Stato di diritto – scrive nella prefazione al libro Stefano Galieni – Una ragione in più per parlarne con maggior cognizione di causa e per tornare a chiederne a gran voce la definitiva abolizione anche in quanto istituzioni totali dove neanche i più elementari diritti delle persone possono essere rispettate”.

Per chi non dovesse trovarlo in edicola o nelle librerie, può acquistare il libro edito da Left “Mai più, la vergogna italiana dei lager per immigrati” qui https://left.it/libri/?fbclid=IwAR2H-tuQI9KY5J6LmfOFNjChTffey7Rhxy-LiPH4tne7FoikKKXrnXJvHyg#12

Alessio Di Florio

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Fridays for future 27 settembre. Testimonianze dalla nostra Rete

Roma Climate Strike: in 200mila per dirvi “adesso basta”

https://www.pressenza.com/it/2019/09/roma-climate-strike-in-200mila-per-dirvi-adesso-basta/

 

Firenze colorata, ironica e risoluta nella manifestazione di Fridays for Future

https://www.pressenza.com/it/2019/09/firenze-colorata-ironica-e-risoluta-nella-manifestazione-di-fridays-for-future/

 

Sciopero globale per il clima: aspirazioni e responsabilità

https://www.pressenza.com/it/2019/09/sciopero-globale-per-il-clima-aspirazioni-e-responsabilita/

 

Emergenza climatica, niente sarà più come prima

https://www.pressenza.com/it/2019/09/emergenza-climatica-niente-sara-piu-come-prima/

 

Pieno successo del Friday For Future anche a Livorno

https://www.pressenza.com/it/2019/09/pieno-successo-del-friday-for-future-anche-a-livorno/

 

Da tutta Italia le foto del più grande Friday for Future

https://www.pressenza.com/it/2019/09/da-tutta-italia-le-foto-del-piu-grande-friday-for-future/

 

Il Friday For Future mobilita anche Pescara

https://www.pressenza.com/it/2019/09/il-friday-for-future-mobilita-anche-pescara/

 

27 settembre, sciopero globale per il clima: 150.000 in corteo a Milano

https://www.pressenza.com/it/2019/09/27-settembre-sciopero-globale-per-il-clima-150-000-in-corteo-a-milano/

Non dimentichiamo che anche le guerre e il complesso militar industriale uccidono il clima, oltre ai popoli!

https://www.pressenza.com/it/2019/09/non-dimentichiamo-che-anche-le-guerre-e-il-complesso-militar-industriale-uccidono-il-clima-oltre-ai-popoli/

 

 

Italia che cambia

Roma
Torino
Lecce
Roma
Trento
Bologna

 

Giovani, l’Acqua al primo posto!

https://www.peacelink.it/zanotelli/a/46874.html

 

Emergenza climatica: le gravi responsabilità delle forze armate USA

http://www.labottegadelbarbieri.org/emergenza-climatica-le-gravi-responsabilita-delle-forze-armate-usa/

 

Una mappa per ricordare Hiroshima e Nagasaki

Ogni anno sono numerose, nonstante il periodo estivo, le commemorazioni in ricordo dell’inutile orrore dello sgancio delle due prime bombe atomiche su Hiroshima il 6 di agosto e su Nagasaki il 9.

Quest’anno grazie alla collaborazione con Lacanet e MediAttivisti abbiamo messo in moto una mappa dove sarà possibile segnalare e consultare tutte le manifestazioni. Un utile strumento informativo per diffondere le azioni di ricordo e di protesta contro la più terribile delle bombe ed anche per ricordare che è in moto la firma e ratifica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari e che non è stato ancora nemmeno firmato dall’Italia.

La mappa è disponibile qui

https://lacanet19.ushahidi.io/collections/35/map

e vi si possono già leggere numerosi eventi già segnalati; premendo sul + si può segnalare un nuovo evento che sarà visibile dopo la verifica. Gli eventi possono anche essere segnalati via Twitter con un post contenente i dati dell’evento e, alla fine, l’hashtag #lacanet.

L’idea è di mettere questo strumento a disposizione di chiunque abbia bisogno di visibilizzare meglio eventi che si svolgono contemporaneamente in numerose parti d’Italia.

Mediattiviste/i è solidale con Angela Caponnetto

Mediattiviste/i – rete tra giornalisti indipendenti e attivisti sociali – esprime solidarietà e si schiera a fianco della giornalista Angela Caponnetto. Contro ogni intimidazione, insulto, attacco alla libertà d’informazione e i tentativi – sempre attivi in Italia – di non avere più voci scomode e libere ma solo disinformazione accucciata ai Potenti

Attacchi ad Angela Caponnetto, Fnsi Usigrai e Cdr di Rainews 24: «Le intimidazioni cadranno nel vuoto»

La giornalista è da giorni nel mirino per il suo lavoro sulla Alex&Co di Mediterranea. Contro di lei anche esponenti del governo e del parlamento. «Forse qualcuno vuole segare la sedia del direttore per poter piazzare qualche amico. I tentativi di occupazione falliranno», commenta il sindacato. Solidarietà alla collega da Cpo Fnsi, Cpo Usigrai, Giulia Giornaliste, Odg Lazio.

https://www.fnsi.it/attacchi-ad-angela-caponnetto-fnsi-usigrai-e-cdr-di-rainews-24-le-intimidazioni-cadranno-nel-vuoto